mercoledì 27 gennaio 2016

Il Giorno della Memoria

27 gennaio 1945
(di Felice Celato)
Per onorare il Giorno della Memoria, l’anno scorso vi ho proposto alcuni brani di un piccolissimo libro  (Zvi Kolitz: Yossl Rakover si rivolge a Dio, Adelphi, 97) che vale la pena di leggere e di rileggere. Io stesso l’ho fatto, stanotte, con immutata commozione e reverenza.
Quest’anno vi propongo una poesia che molti di noi conoscono già, ma che, come tutte le poesie, merita di essere anch’essa riletta.

Se questo è un uomo 
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo,
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi alzandovi:
ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, 1947)

Roma, 27 gennaio 2016 (71 anni dopo la liberazione del campo di Auschwitz)





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