martedì 18 giugno 2013

Vie d'uscita?


Censis III
(di Felice Celato)

Avendo mancato (per impegni di lavoro) l’annunciato appuntamento con la terza presentazione del Censis (Il primato dell’opinione nella comunicazione orizzontale, nell’ambito del “percorso” La società impersonale, di cui a precedenti post) non sono in grado di raccontare i commenti di De Rita che, di solito, costituiscono la sintesi più efficace della presentazione del suo istituto di ricerca.

Perciò, nel raccomandare, come altre volte, la lettura integrale del documento presentato (scaricabile da www.Censis.it), mi limiterò ad un semplice commento, usando solo poche delle sconsolanti considerazioni degli analisti.

L’autentica rivoluzione in atto nel mondo della comunicazione (“la comunicazione è diventata un terreno d’elezione per l’esercizio della microsovranità individuale” trasformandoci in “una moltitudine di persone senza personalità” in cui l’individuo “si ritrova in avvilente solitudine” esposto al rischio di “un solipsismo “ fatto di “autoreferenzialità”, di “un conformismo” aperto senza rimedio al “populismo”, dove “gli elementi emotivi hanno la meglio su quelli cognitivi”, “la reazione immediata come riflesso condizionato…ha il sopravvento sulla riflessione mediata di tipo intellettuale….,la percezione del reale….prende il posto della elaborazione del proprio essere nel tempo”) mi porta a temere che stiamo vivendo un’esperienza che non riusciamo a padroneggiare, dalle conseguenze che potremmo non riuscire a contenere. Non sono affatto, beninteso, un dispregiatore o un sottovalutatore delle enormi potenzialità cui internet ci ha aperto; solo mi domando se, in cambio di queste, non abbiamo già fatto una pericolosa rinuncia a dominare le pulsioni che tali potenzialità attivano. La via d’uscita (che certamente ci sarà) per ora non la vedo.
Roma, 18 giugno 2013


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