mercoledì 9 ottobre 2013

Stupi-diario dello sconforto

Il Paese dei somari
(di Felice Celato)
Ai cultori dello sconforto, segnalo gli articoli usciti oggi sul Corriere della sera (a pg 29) e su La Repubblica (a pg 21) e, ieri, su lavoce.info (http://www.lavoce.info/competenze-degli-italiani-siamo-i-peggiori/) relativi al primo rapporto OCSE sul programma PIAAC  (Programme for the International Assessement of Adult Competencies) concernente, appunto, le competenze linguistiche e matematiche delle popolazioni adulte nei paesi OCSE.
Dire che il panorama che riguarda il nostro Paese è sconfortante è dire poco. Siamo, occorre averlo sempre presente quando ci riempiamo la bocca di “pubblica opinione”, un paese di somari, somari adulti e somari giovani, somari uomini e somari donne, somari del nord e somari del sud, somari nella nostra lingua e somari in quella dei numeri, per usare una terminologia “scolastica”, magari d’altri tempi (oggi diremmo: diversamente bravi).
Dire che questo spiega ogni cosa (lo spread, lo sviluppo, la ripresa che ci sfugge, il declino dell’Italia, la sua inadeguata classe politica, la nostra impotente tristezza, le scarse speranze di uscirne, la natura dei nostri dibattiti “civili”, il nostro caparbio statalismo, le nostre opinioni correnti, etc) è forse dire troppo; del resto domani leggeremo senz’altro i consueti distinguo “sul metodo” che tanto ci appassionano quando vogliamo evitare le questioni di merito; e magari sentiremo invocare le gloriose radici culturali del nostro Paese (quelle poste dai nostri lontani avi).
Però vale la pena di pensarci, se non ci fa troppa fatica e non ci distrae troppo dagli “interessantissimi” dibattiti che ascoltiamo ogni giorno sui media.

Roma, 9 ottobre 2013

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