martedì 29 gennaio 2013

Stupi-diario elettorale /3


Il gioco del 15
(di Felice Celato)
Molti di noi, ne sono sicuro, quelli più anziani soprattutto, ricorderanno un passatempo divertente che – dalle mie parti – si chiamava il gioco del 15 (io ne ero, lo confesso, un vero appassionato).
Entro una cornice di plastica c’erano 15 piastrine quadrangolari, ciascuna con un numero scritto sopra (da 1 a 15): il gioco consisteva nel riordinare i numeri in forma progressiva muovendo le piastrine, all’interno della cornice, in orizzontale e in verticale fra le 16 posizioni disponibili (15 occupate ciascuna da una piastrina e una sedicesima libera, per manovrare).
Bene.
Ci penso spesso a questo divertente giochetto ogni volta che – pieno di speranza – mi accingo ad ascoltare un politico che, sempre spero, abbia il senso della realtà e l’amore della verità.
La politica di oggi, nelle condizioni date (mondo largamente deideologizzato, sovranità nazionali limitate, libertà di movimento dei capitali, dei beni e dei servizi, pressione commerciale dei paesi emergenti, etc), dovrebbe consistere in una specie di grande gioco del 15: per mettere prima una piastrina, ne devo muovere un’altra e se sposto questa ne devo quasi certamente muovere un’altra, il tutto nella cornice data che, nella metafora, rappresenta la limitatezza delle risorse finanziarie.
Non ostanti le mie speranze, sono molto rari i politici che nel promettere un’azione dicono con chiarezza quali altre azioni (le piastrine del gioco) vogliono posporre, per posizionarle dopo l’azione che magari vogliono mettere per prima: se metto nello spazio 1 la piastrina 1, devo mettere la 2 (che prima occupava arbitrariamente lo spazio 1) nello spazio 2, e così via, in un ordine di priorità che incarna la più ardua delle incombenze della politica: la selezione delle priorità.
Le priorità non esistono (quasi), nel linguaggio dei politici in campagna elettorale: tutto è prioritario (a seconda dell’uditorio), nulla è secondario o terziario. Forse, per loro, la cosa migliore sarebbe avere un gioco del 15 con piastrine tutte recanti il numero 1. Sarebbe noioso, ma a loro piacerebbe.
Roma  29 gennaio 2013

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