lunedì 8 agosto 2016

Spigolature / 8

Appunti greci
(di Felice Celato)
Da un breve e rilassante viaggio di piacere nella Grecia continentale non è certo possibile farsi un’idea solida della vita in un paese tanto simile all’Italia (per dignità e congiuntura storiche più che per struttura sociale ed economica). Ma qualche superficiale impressione differenziale vale forse la pena di buttarla giù. La Grecia, oltre ad esserlo, appare anche come un Paese economicamente affannato. Atene, la sua città principale (o, meglio, la sua capitale), mostra evidenti i segni di un certo degrado economico (per esempio: ampie aree, anche centrali, invecchiate male e mal tenute) certamente in misura maggiore rispetto a Roma e anche rispetto alle diverse immagini di Atene collezionate in altre visite di anni addietro; eppure i suoi “tesori” ( i monumenti della sua storia, che sono uno dei motori della economia greca) sono custoditi assai meglio dei nostri, con punte di apparente eccellenza (notevole, per esempio, il Museo dell’Acropoli) e anche con un senso della dignità storica che noi abbiamo ampiamente svenduto; tanto per fare un esempio: mentre da noi pullulano, attorno al Colosseo (ma non solo), i banalissimi  centurioni con tanto di spada e di corazza per l’altrettanto banale foto a pagamento, non ho visto nessun ateniese in falso chitone (l’antica tunica greca) aggirarsi nei pressi dell’Acropoli o altrove a caccia di turisti gonzi.
Le strutture turistico-recettive sono di buona qualità, gestite bene e sensibilmente più economiche delle nostre; gli addetti sono cordiali ed efficienti, come – talora – anche da noi.
La dotazione di strade è ottima, anzi si ha l’impressione che ecceda la domanda: mai un “intoppo”, mai una fila; si gira, insomma, molto bene per la Grecia.
Delfi può essere una meta molto appassionante per i cultori delle antichità archeologiche (quale io non sono).
Le Meteore (antichi conventi abbarbicati su speroni di roccia impressionanti) sono bellissime e da visitare; i paesi circostanti sono perfettamente attrezzati per gestire il traffico dei visitatori (si parla di un milione di visitatori l’anno).
Salonicco, infine (anzi Thessaloniki, come più o meno si dice in Greco): effettivamente sembra stare ad Atene come Milano sta a Roma. Si capisce che è una città più ricca, più movimentata; forse anche la gente sembra un po’ più “godereccia” (la dotazione di ristoranti in centro non può essere solo destinata ai turisti!). C’è un grande porto, un lungomare molto suggestivo, una piazza centrale molto bella intestata ad Aristotele, qualche antichità da vedere; non so perché ma la città – nella quale nacque Kemal Ataturk – mi è sembrata risentire di una certa influenza turca.
Infine una curiosità; l’acqua minerale (fa caldo, in Grecia, e viene naturale bere molto!): è distribuita, ovviamente, in ogni bar, e in ogni angolo di strada da chioschetti assai simili a quelli romanissimi, a prezzi più o meno pari alla metà dei nostri. Ma attenzione! Non azzardatevi a chiederla gassata perché altrimenti dovrete pagarla a prezzo di….metaxas (l’ottimo brandy Greco che raccomando a chi non lo conosce) per riceverla in quantità ridotta, nelle classiche bottigliette in vetro che hanno fatto l’immagine di una nota marca francese. Chissà perché?
Roma 8 agosto 2016


P.S. Serio:  forse i più anziani di noi ricorderanno un 8 agosto di sessant’anni fa, quando un’esplosione nella miniera di Marcinelle (in Belgio) fece oltre 250 morti, di cui la maggior parte Italiani (abruzzesi, per la precisione); allora gli emigranti eravamo noi. Avevo 7 anni, allora; ma ricordo che in casa se ne parlò molto e anche che ci si commosse (in fondo mio nonno materno era stato anche lui, sia pure cinquant’anni prima, emigrante - in America - e minatore; ed era morto, se non in miniera, di miniera).

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