Alla ricerca di rarae aves
(di Felice Celato)
Rara avis è un’espressione latina [dalla grande (!) Treccani: Espressione che costituisce l’inizio del verso di Giovenale: Rara avis in terris, nigroque simillima cycno («uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero»); è adoperata spesso per indicare cosa o persona molto rara o che ha qualità assai difficili a trovarsi (con valore analogo alla locuz. mosca bianca)] con la quale spero vivamente di poter titolare una serie di piccoli commenti [per questo uso il meno noto plurale rarae aves!] a magari piccole notizie, auspicabilmente utili a coltivare la passione per la speranza. Una passione forse naturalmente umana ma, di sicuro, specificamente cristiana: non a caso una delle tre virtù cardinali, insieme alla fede e alla carità, è proprio la speranza, certamente nella sua ultima sostanza (fede è sustanza di cose sperate/ ed argomento delle non parventi / e questa pare a me sua qualitate, scrive Dante nel canto XIV del Paradiso); ma anche in quella a noi più vicina, come scriveva Benedetto XVI nella sua magnifica enciclica Spe salvi: Noi abbiamo bisogno delle speranze – più piccole o più grandi – che giorno per giorno ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza che deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza può essere solo Dio che abbraccia l'universo e che può proporci e donarci ciò che da soli non possiamo raggiungere… Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla Sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe più di Maria essere per noi la stella di speranza – lei che con il suo “sì” aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò l'Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi (Gv. 1,14)?
Ecco: in questo spirito, come “promessa” per il nostro Natale, (ri)proveremo, nel corso dell’anno che ci aspetta così denso di follie, a cercarle, queste luci vicine, anche nel buio delle vicende che ci circondano; come piccoli fanali lungo il cammino della nostra traversata… del nostro viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta.
Qualche lettore animato di (saggio) spirito critico avrà modo di farmi notare: ecco, hai trovato un modo per nuovamente sospendere i tuoi più o meno lunghi silenzi coi quali – finalmente – ci lasciavi al riparo delle tue geremiadi!
Ebbene, si! Come ho più volte ammesso, queste conversazioni asincrone, quando mi costringo a tacere mi mancano! Solo che, ancora una volta, vorrei cimentarmi nella ricerca di un cammino meno tedioso (e tediante), sperando, certamente, di medicare, con voi, la mia stessa tetraggine; ma soprattutto sperando di trovare buoni spunti per riuscirci! Bonum est diffusivum sui (il bene diffonde se stesso, scriveva San Tommaso).
Eccoci dunque al nostro sintetico augurio di Natale per tutti noi, nel segno di Maria, maris stella…Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!
Roma, 15 dicembre 2025
Nessun commento:
Posta un commento